Ghiro SRL

VIBRAZIONI

L’esposizione alle vibrazioni al corpo intero causa movimenti e tensioni nel corpo umano che possono:

  •  causare disagio,
  •  compromettere la prestazione lavorativa,
  •  aggravare lesioni dorso-lombari preesistenti ,
  •  presentare un rischio per la salute e la sicurezza.

Inoltre se il corpo è interessato da vibrazioni a bassa frequenza (frequenze inferiori a 0,1 Hz) si possono produrre fenomeni di cinetosi (La chinetosi o cinetosi è un disturbo neurologico che alcuni individui provano in seguito a degli spostamenti ritmici o irregolari del corpo durante un moto)

Studi epidemiologici sull’esposizione a lungo termine alle vibrazioni al corpo intero hanno dimostrato l’esistenza di un rischio elevato per la salute, soprattutto del tratto lombare del rachide, ma anche del collo e della spalla. Alcuni studi specifici hanno fornito elementi a riprova degli effetti sul sistema digestivo, sugli organi riproduttivi femminili e sul sistema venoso periferico.

Il Decreto Legislativo 81 del 9 aprile 2008 Capo III Titolo VIII fornisce la definizione di vibrazioni trasmesse al corpo intero:

“Le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide”.

I criteri valutativi contenuti nel Titolo VIII Capo III sono limitati alla prevenzione di lombalgie e traumi del rachide. Ai fini della prevenzione degli altri effetti delle vibrazioni elencati ai punti 1,2,4 è in genere necessario ricorrere a differenti criteri valutativi, contenuti negli standard internazionali ISO e non compresi nel Titolo VIII Capo III.

I risultati di studi epidemiologici mostrano una maggiore prevalenza di dolori lombo-sacrali, ernie discali e degenerazione precoce della colonna vertebrale nei gruppi esposti a vibrazioni di tutto il corpo.

Si suppone che il rischio sia funzione della durata e dell’intensità̀ dell’esposizione a vibrazione, e che periodi di riposo portino ad una riduzione del rischio.

E’ comunque sempre da tener presente che il rischio derivante dall’esposizione a vibrazione può essere aggravato ed incrementato da alcuni importanti fattori individuai ed ambientali, quali la postura assunta durante il lavoro, le caratteristiche antropometriche del soggetto esposto, il tono muscolare, il carico di lavoro fisico, la suscettibilità individuale (età̀, disturbi preesistenti, forza muscolare, sesso, ecc.), la presenza di vibrazioni impulsive o urti ripetuti.

E’ da tener presente che in genere la conduzione di macchine mobili comporta non solo l’esposizione alle vibrazioni a tutto il corpo, ma anche a numerosi altri fattori che provocano tensioni alla schiena, alla spalla o al collo, che andranno attentamente valutati nell’ambito della valutazione dei rischi. Tra questi si segnalano:

Cosa fare a seguito della valutazione del rischio

Il D.Lgs 81/2008 Titolo VIII capo III all’art.  “Disposizioni miranti a escludere o ridurre l’esposizione” vieta al comma 3 il superamento dei valori limite di esposizione A(8) = 1,0 m/s2. Inoltre è vietato il superamento del valore awrms di 1,5 m/s2

E’ prescritto che il datore di lavoro adotti “misure immediate per riportare l’esposizione al di sotto del valore limite di esposizione”.

Tale aspetto è particolarmente rilevante, soprattutto in considerazione del fatto che, sia nel caso dell’esposizione del sistema mano-braccio che nel caso dell’esposizione a vibrazioni del corpo intero, non esistono DPI anti-vibrazioni in grado di proteggere i lavoratori adeguatamente e riportare i livelli di esposizione al di sotto dei valori limite fissati dalla Direttiva, come ad esempio, nel caso dei protettori auricolari in relazione al rischio rumore. In particolare nei casi in cui si rilevi il superamento del valore limite per tempi brevi – awrms >1,5 m/s2–  la riduzione del rischio alla fonte è l’unica misura da adottare al fine di riportare l’esposizione a valori inferiori ai limiti prescritti dalla Direttiva. Qualora in sede di valutazione si sia riscontrato il superamento dei valori limite si consiglia di consultare sempre la Banca Dati* al fine di individuare le tecnologie a minor rischio disponibili, secondo quanto previsto dalla normativa.

*https://www.portaleagentifisici.it/fo_wbv_list_macchinari_avanzata.php?lg=IT&page=0

Nel caso non si trovino macchinari in banca dati sarà necessario – da parte di chi valuta il rischio – effettuare un’indagine di mercato al fine di individuare le tipologie di macchinari idonee alla riduzione del rischio, e proporre l’acquisizione degli stessi in sede di rapporto di valutazione dei rischi.

A tal riguardo è importante tenere presente che i dati dichiarati dai costruttori ai sensi della Direttiva Macchine consentono di individuare, per ciascuna tipologia di macchinario, i modelli a basso livello di vibrazioni.

Inoltre la vigente normativa prescrive che, qualora siano superati i livelli di azione (corpo intero = 0,5 m/s2) il datore di lavoro elabori ed applichi un piano di lavoro volto a ridurre al minimo l’esposizione a vibrazioni, considerando in particolare:

PROGRAMMA DI RIDUZIONE E CONTROLLO DEL RISCHIO

ACQUISTO DI NUOVI MACCHINA E/O AFFIDAMENTO NOLEGGIO
Nell’acquisto o nel noleggio di nuovi mezzi la scelta andrà orientata verso quelli che producono il minore livello di vibrazioni, a parità di prestazioni offerte. E’ importante a tal fine richiedere in sede di capitolato d’acquisto/noleggio che la cabina di guida sia montata su molle per smorzare le vibrazioni e richiedere il valore di emissione di vibrazioni dichiarato obbligatoriamente dal produttore ai sensi della Direttiva Macchine. Si fa presente in merito che le tecnologie antivibranti attualmente disponibili per tali numerose tipologie di mezzi, quali carrelli elevatori, macchine movimento terra etc. consentono di conseguire esposizioni a vibrazioni al posto di guida (awrms) inferiori a 0,5 m/s2 . Generalmente i dato dichiarato dal produttore è maggiore al dato ottenuto nelle reali condizioni di impiego, essendo i valori di emissione dichiarati in conduzioni standardizzate tali da indurre vibrazioni al posto di guida particolarmente elevate.

COLLAUDO NUOVI MACCHINARI
E’ consigliabile effettuare la valutazione delle vibrazioni al posto di guida dei nuovi macchinari in sede di collaudo, al fine di verificare la reale rispondenza delle vibrazioni prodotte dai macchinari acquistati con i dati dichiarati in fase di acquisto e poter sostituire per tempo eventuali macchinari non rispondenti alle specifiche richieste.

MANUTENZIONE FONDO STRADALE E PIAZZALI
Al fine di ridurre il rischio vibrazioni WBV è necessario programmare interventi di manutenzione al manto stradale ove avviene la movimentazione, evitando buche e asperità, che concorrono ad incrementare il rischio di esposizione a vibrazioni al corpo intero.

FORMAZIONE E ADDRESTRAMENTO SPECIFICO DEI LAVORATORI, IN RELAZIONE A:

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