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movimenti ripetuti

Il rischio movimenti ripetuti e sovraccarico biomeccanico degli arti superiori si ritrova in tutte quelle attività dove è presente una movimentazione manuale dei carichi e il sistema mano-braccio è costretto ad una serie di movimenti periodici e ripetuti nel corso dell’attività lavorativa.

La ripetizione di una particolare attività induce sollecitazioni, piccoli traumi ed usura delle articolazioni, dei muscoli e dei tendini che danno luogo, gradualmente, nell’arco di un periodo di tempo più o meno lungo (mesi od anni), a patologie a carico dei distretti interessati. Le patologie maggiormente rappresentative, denominate UL-WMSD (disordini muscolo-scheletrici degli arti superiori correlati al lavoro), che riguardano gli arti superiori sono: le tendiniti, le tenosinoviti, le sindromi da intrappolamento con interessamento nervoso o neuro vascolare, ad es. la sindrome del tunnel carpale – ed i conseguenti deficit sensitivi e motori.

Nella valutazione del rischio di un potenziale sovraccarico biomeccanico da movimenti o sforzi ripetuti degli arti superiori vengono identificati e quantificati alcuni fattori di rischio che caratterizzano l’esposizione lavorativa: tra questi la durata dell’attività svolge un ruolo fondamentale.

Brevemente nella valutazione del rischio movimenti ripetuti e sovraccarico biomeccanico degli arti superiori vengono analizzati:

La valutazione del rischio da movimenti ripetuti e sovraccarico biomeccanico è estremamente dettagliata e riassume una visione complessiva dell’attività lavorativa.

La valutazione del rischio da movimenti ripetuti e sovraccarico biomeccanico degli arti superiori terrà conto dei fattori relativi al singolo individuo quali sesso, età, peso corporeo, struttura antropometrica, forza fisica, patologie croniche, ecc., oltre che dei fattori esogeni quali la presenza di movimenti ripetitivi, alta frequenza e velocità, impiego di forza, posture incongrue e gesti stereotipati, ecc.

È bene ricordare che esiste un’evidenza nell’associazione tra i principali fattori di rischio lavorativo e le patologie dei distretti spalla-gomito-mano-polso.

La metodologia applicata per condurre la valutazione dei rischi è quella prevista dal D.Lgs. 81/08 e descritti nella norma europee EN 1005-5 e norma internazionale UNI ISO 11228 parte 3 che considerano il metodo OCRA (Occupationale Repetitive Action) come metodo preferenziali per la valutazione dei lavori ripetitivi e per la progettazione di nuove macchine e processi di lavoro.

Questo metodo, considerato il più completo, è applicabile anche ai lavori multicompito e fornisce criteri per la previsione dell’insorgenza di UL-WMSD nelle popolazioni lavorative esposte.

I metodi OCRA ad oggi disponibili sono 3:

La valutazione del rischio da sovraccarico degli arti superiori deve essere effettuata per tutte le postazioni di lavoro che possono esporre il lavoratore al rischio specifico. Se il rischio è individuato, si deve intervenire per eliminarlo o ridurlo.

Le misure di prevenzione e protezione da adottare prevedono:

per gestire l'analisi, ghiro srl offre: