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movimentazione manuale dei carichi

Con il termine movimentazione manuale dei carichi (MMC) si intendono quelle attività svolte da uno o più operatori caratterizzate da sollevamento e/o deposizione, spinta, tiro, trasporto, spostamento o sostegno di un peso che, a causa delle circostanze e delle condizioni con cui viene manipolato, potrebbe comportare rischi per la sicurezza e per la salute, particolarmente a carico della colonna vertebrale dorso-lombare.

Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi e/o l’esecuzione di movimenti ripetitivi ad opera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie alla riduzione del rischio; a tale scopo valuta preventivamente il rischio prendendo in considerazione:

La valutazione del rischio Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC) può essere condotta con diverse metodologie, come previsto dal D.lgs. 81/08 nell’Allegato XXXIII attraverso le 3 norme ISO:

ISO 11228-1: Sollevamento e spostamento è riconducibile nell’approccio al metodo NIOSH.

ISO 11228-2: Spinta e traino è riconducibile nell’approccio al metodo Snook & Ciriello.

ISO 11228-3: Movimentazione di piccolo carichi con grande frequenza è riconducibile nell’approccio al metodo OCRA.

Nel 2014 è stato pubblicato il Technical Report 12295, un applicativo delle ISO 11228 che fornisce gli strumenti per lo studio delle movimentazioni secondo algoritmi di calcolo previsti dalle norme tecniche.

La ISO TR 12295 ha il duplice scopo di fornire sia criteri e procedure per identificare situazioni in cui è possibile applicare la metodologa di “valutazione rapida”, sia quello di analizzare il rischio secondo le tecniche previste dalle ISO 11228.

La ISO TR 12295 prevede, inoltre, una procedura preliminare da utilizzare prima dell’applicazione delle diverse metodologie sopra riportate, che verifichi il soddisfacimento di alcuni requisiti essenziali, rilevando:

  • condizioni critiche
  • condizioni di accettabilità

Attraverso questo strumento di valutazione rapida che prevede semplici domande quali/quantitative possono essere rilevate 3 possibili condizioni:

In quest’ultimo caso si procederà alla stima del rischio attraverso un’analisi di dettaglio per la valutazione specifica dovuta alla movimentazione manuale dei carichi.

Si riepilogano in modo sintetico i 3 metodi oggetto delle 3 parti della norma:

Metodo NIOSH
Il metodo NIOSH è in grado di determinare, per ogni azione di sollevamento, il cosiddetto “limite di peso raccomandato” attraverso un’equazione che, a partire da un massimo peso ideale, o Costante di Peso (CP), considera l’eventuale esistenza di elementi sfavorevoli (Altezza, Distanza, Rotazione del tronco, …) che impediscono l’utilizzo di tale peso massimo, ovvero di quelle caratteristiche dell’azione di sollevamento che contribuiscono a far variare il fattore di rischio legato ad uno specifico compito.

Tali fattori negativi determinano dei fattori demoltiplicativi che contribuiscono a ridurre il peso massimo sollevabile ad un valore che è detto Peso Massimo Raccomandato o Peso Limite Raccomandato o, più brevemente, Peso Raccomandato (PR), e che dovrà essere valutato per ciascuna azione di sollevamento esaminata. Ciascun fattore demoltiplicativo può assumere valori compresi tra 0 ed 1.
Quando l’elemento di rischio potenziale corrisponde ad una condizione ottimale, il relativo fattore assume il valore di 1 e pertanto non porta ad alcun decremento del peso ideale iniziale. Quando l’elemento di rischio è presente, discostandosi dalla condizione ottimale, il relativo fattore assume un valore inferiore a 1; esso risulta tanto più piccolo quanto maggiore è l’allontanamento dalla relativa condizione ottimale: in tal caso il peso iniziale ideale diminuisce di conseguenza.

In taluni casi l’elemento di rischio è considerato estremo: il relativo fattore viene posto uguale a 0 significando che si è in una condizione di inadeguatezza assoluta per via di quello specifico elemento di rischio.

Sulla base di simili considerazioni, si potrà valutare in tal modo quale deve essere, in ogni compito analizzato, il Peso Raccomandato (PR) che l’addetto alla movimentazione potrà sollevare.

Il rapporto tra il peso effettivamente Sollevato e il Peso Massimo Raccomandato determina un valore che prende il nome di Indice di Sollevamento (IS).

Sulla scorta dei risultati (indicatori) ottenuti è possibile individuare tutte le attività e quindi le aree che necessitano di eventuali interventi di bonifica a carattere protezionistico- preventivo.

Metodo snook e ciriello
Il metodo fornisce separatamente per le azioni di spinta e di traino 2 tipi di valori limite raccomandati:

  • le forze massime iniziali (FI)
  • le forze massime di mantenimento (FM) espresse tutte 2 in chilogrammi (kg).

I valori limiti – intesi per una popolazione adulta sana – dipendono da:

  • sesso
  • distanza di spostamento
  • frequenza di azione
  • altezza delle mani da terra

L’applicazione della metodologia alle singole operazioni di spinta e di traino, fornisce per ciascuna, un indicatore sintetico di rischio. Tali indicatori non sono altro che il rapporto tra il peso (forza), effettivamente movimentato nella specifica situazione lavorativa e il peso (forza) raccomandato per quell’azione. Sulla scorta dei risultati (indicatori) ottenuti è possibile individuare tutte le attività e quindi le aree che necessitano di eventuali interventi di bonifica a carattere protezionistico- preventivo.

Metodo OCRA
Il metodo OCRA (OCcupational Ripetitive Actions) è stato sviluppato per analizzare il rischio WMSD per gli arti superiori di lavoratori addetti a compiti in cui sono presenti i vari fattori di rischio (ripetitività, forza, posture/movimenti incongrui, assenza di periodi di recupero, … ). L’indice di rischio è diviso in fasce (verde, gialla, rossa) corrispondente rispettivamente ad un rischio assente, lieve e presente. A differenza di altri metodi, il metodo OCRA consente di valutare un indice complessivo nel caso di più compiti svolti durante il turno di lavoro.

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