Ghiro SRL

Documentazione valutazione dei rischi

Il primo passo nella gestione della sicurezza sul lavoro è l’elaborazione di un Documento di valutazione dei rischi (DVR). Il documento è previsto nel testo unico sulla sicurezza sul lavoro D.Lgs 81/2008 e contiene l’individuazione e la valutazione di tutti i rischi presenti in un’ambiente di lavoro o nell’espletamento delle mansioni degli addetti.

Il DVR deve contenere tutte le informazioni necessarie a prevenire i rischi e deve individuare e predisporre le dovute protezioni per i lavoratori che vi operano.

Il documento è obbligatorio sia per le aziende che hanno personale dipendente o con contratti atipici (distaccati, somministrati, stage) sia per quelle che prevedono l’utilizzo di soci lavoratori o dove operano anche solo gli stessi soci (caso tipico le Società di persone: Snc, Sas, ecc., ma anche Società di capitale senza dipendenti, ma con soci operanti).

Più dettagliatamente il D. Lgs. 81 del 2008 stabilisce che è il datore di lavoro la persona incaricata ad individuare tutti i probabili fattori di rischio presenti nella propria azienda. Quest’ultimo può affidarsi anche a consulenti esterni qualificati.

La valutazione dei rischi deriva da un’attenta analisi che l’imprenditore effettua insieme ad altre figure aziendali quali, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) ed il medico competente; il documento è poi inviato al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) per ottenerne il parere.

Il documento di valutazione è idealmente suddiviso in tre parti:

Le fonti di rischio possono essere ricomprese in cinque categorie:

Rischi generici
Sono i più comuni e generalmente presenti ovunque; riguardano gli ambienti di lavoro (strutture), gli impianti, attrezzature e/o macchinari; vengono definiti anche rischi di natura stocastica ossia quei rischi quali scivolamento, cadute a livello, ecc. per cui non esistendo norme tecniche di riferimento, l’entità del rischio viene calcolata assegnando un opportuno valore alla probabilità di accadimento ed alla gravità del danno

Rischi ergonomici
L’ergonomia è una scienza multidisciplinare che studia le funzioni e le interazioni che avvengono tra i tre elementi essenziali che contraddistinguono un sistema di lavoro: uomo, macchina e ambiente.

Negli ambienti di lavoro, l’ergonomia si occupa della progettazione degli spazi, delle attrezzature e dei processi produttivi; lo scopo è quello di ottimizzare la relazione tra i tre elementi citati, riducendo le condizioni di stress psico-fisico per il lavoratore.

Rischi specifici
Appartengono al processo produttivo di riferimento, cioè settori particolari dell’azienda in cui vengono utilizzati materiali specifici o in cui vengono eseguite lavorazioni particolari. Per i rischi di natura specifica, come rumore, vibrazioni, chimico, movimentazione manuale dei carichi, ecc., il D.lgs. 81/08 rimanda alle norme tecniche (standard ISO, norme UNI, Linee guida) che contemplano opportuni algoritmi di calcolo per l’individuazione della classe di rischio (oltre 20).

Quelli comunemente presenti in molte attività lavorative sono: Rumore- Vibrazioni mano – braccio e corpo intero – MMC – (Sollevamento e trasporto, Traino e spinta, Movimenti ripetitivi) – Chimico, biologico e cancerogeno – Legionella – Amianto – Campi elettromagnetici – Radiazioni ottiche artificiali – Atmosfere esplosive – etcc

Rischi di processo
Sono quei rischi che prevedono elevate possibilità di incidenti o malfunzionamenti nei processi lavorativi. Solitamente riguardano il pericolo di incendio, di esplosione, di propagazione di energia termica e di emissione di sostanze tossiche oltre il limite consentito. Sono particolarmente importanti nelle aziende a Rischio di Incidente Rilevante – RIR -.

Rischi Organizzativi
In questi anni è aumentata l’attenzione sugli aspetti correlati all’organizzazione di lavoro, sul benessere organizzativo e sui cosiddetti rischi organizzativi. Il rischio organizzativo si può definire come il rischio derivante da una o più carenze dell’organizzazione, in termini gestionali, metodologici, operativi come: un’insufficiente formazione, attribuzioni di responsabilità poco chiare, mancanza o inefficacia di procedure interne, scarso coinvolgimento, carenze metodologiche nell’analisi del rischio, ecc. Da questo possono discendere situazioni che possono avere impatti diretti e indiretti sulle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro.

A questa catalogazione dei rischi è stato aggiunto negli ultimi anni un rischio particolare denominato “rischio di stress da lavoro correlato”, il quale viene considerato uno dei più difficili da individuare a causa dell’assenza di un danno immediatamente riscontrabile.

AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

In questi anni è aumentata l’attenzione sugli aspetti correlati all’organizzazione di lavoro, sul benessere organizzativo e sui cosiddetti rischi organizzativi. Il rischio organizzativo si può definire come il rischio derivante da una o più carenze dell’organizzazione, in termini gestionali, metodologici, operativi come: un’insufficiente formazione, attribuzioni di responsabilità poco chiare, mancanza o inefficacia di procedure interne, scarso coinvolgimento, carenze metodologiche nell’analisi del rischio, ecc. Da questo possono discendere situazioni che possono avere impatti diretti e indiretti sulle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro.

A questa catalogazione dei rischi è stato aggiunto negli ultimi anni un rischio particolare denominato “rischio di stress da lavoro correlato”, il quale viene considerato uno dei più difficili da individuare a causa dell’assenza di un danno immediatamente riscontrabile.

documento valutazione rischi procedura standardizzata

Il documento di valutazione dei rischi può essere redatto secondo la procedura standardizzata, ai sensi dell’articolo 6, comma 8, lettera f) e dell’art. 29, comma 5 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. previste dal Decreto Interministeriale 30 novembre 2012.

Può essere redatto nei seguenti casi:

Aziende fino a 10 lavoratori (art. 29 comma 5)
La legislazione a tale riguardo prevede per le aziende fino a 10 lavoratori di assolvere all’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi, sulla base delle procedure standardizzate.

Sono escluse da tale disposizione le aziende che per particolare condizione di rischio o dimensione sono chiamate ad effettuare la valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.28:

  • Aziende di cui all’articolo 31, comma 6, lettere:
    A) aziende industriali a rischio rilevante di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni;
    B) centrali termoelettriche;
    C) impianti ed installazioni nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni;
    D) aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni.

Aziende fino a 50 lavoratori (art. 29 comma 6)
La legislazione a tale riguardo concede alle aziende fino a 50 lavoratori di effettuare la valutazione dei rischi, sulla base delle procedure standardizzate qui descritte.

Tali aziende, in caso di non utilizzo di tale opportunità, devono procedere alla redazione del documento di valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.28.

Sono escluse da tale disposizione le aziende che per particolare condizione di rischio o dimensione sono chiamate ad effettuare la valutazione dei rischi, ai sensi dell’art.28:

  • Aziende di cui all’articolo 31, comma 6, lettere a, b, c, d) (indicate sopra);
  • aziende in cui si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni, connessi alla esposizione all’amianto (art.29 comma 7)